
Da sempre sono note le proprieta' della coperta di lana: traspirante e termoregolatrice, igroscopica (assorbe l’umidità fino ad un terzo del proprio peso senza risultare umida), idrorepellente (respinge l’acqua), ignifuga. Le nostre coperte sono tanto morbide e calde che il comfort è ai massimi livelli perchè, come forse non tutti sanno, per le coperture letto oltre alla capacità di mantenere un certo grado di calore è molto importante la capacità di lasciare traspirare liberamente il corpo, e la LANA in questo è da sempre il miglior prodotto, perchè assorbe l’umidità prodotta dalla sudorazione durante la notte, rilasciandola nell’ambiente.
ll risultato è un letto caldo e asciutto, tepore che garantisce un sonno salutare in totale relax. Inoltre la lana naturale è batteriostatica e autopulente, può ad esempio assorbire, legare e poi rimuovere con la semplice esposizione all'aria aperta il sudore e i sali in esso contenuti. Un aiuto concreto che la natura ci regala permettendoci così di tornare ad un sonno davvero rigenerante.
Fibra tessile di origine animale la lana varia a seconda della razza di appartenenza e dal tipo di lavorazione della coperta:
- Misto Lana,
- Pura lana vergine,
- La merino o merinos,
- il cashmere,
- Lambswool,
- lana di cammello.
La maggior parte delle nostre coperte viene dalla Valgandino,
nota fin dal Medioevo per le industrie tessili, in particolare per la produzione del panno grosso bergamasco che rappresentava un tessuto pregiato ruvido, caldo e robustissimo usato come coperta e mantello, che veniva esportato dai Gandinesi nei mercati dell'Europa settentrionale e utilizzato dalle truppe militari di diversi Paesi.
Capitale industriale dell’antica terra dei panni di lana è Leffe, mentre la località più ricca di storia e di arte è Gandino dove tra l'altro nel 1861 sono state tinte e confezionate la famose camice rosse di Garibaldi
Tinte del pregiato “scarlatto di Gandino”, un rosso acceso che per la sua particolare lucentezza il colore veniva utilizzato, già dal 1200, per la tintura dei paramenti sacri e dei mantelli dei papi.
Il rosso di Gandino affascinò anche Garibaldi, che proprio alla Tintoria fece tingere le camicie rosse dei Mille.
Funzionalmente legata alla Tintoria degli Scarlatti è la Ciodera Torri, che si tratta probabilmente dell'ultimo edificio industriale di questo tipo ancora in buono stato in Italia utilizzato fino a qualche decennio fa per la stesura e l'asciugatura dei pannilana.






